PER LA RAGIONE DEGLI ALTRI

Un tradimento di PIRANDELLO

Riscrittura di Michele Di Giacomo e Riccardo Spagnulo

Tratto da "La ragione degli altri" di Luigi Pirandello

 

Regia: Michele Di Giacomo

Con: Giorgia Coco, Michele Di Giacomo, Federica Fabiani

Dramaturg: Riccardo Spagnulo

Scene e Luci: Riccardo Canali

Video: Giuseppe Cardaci

Suono: Fulvio Vanacore

Foto: Max Cavallari

Produzione ALCHEMICO TRE

 

*DURATA: 90 minuti circa, senza intervallo

 

Col sostegno di ATER e il Comune di Mercato Saraceno (FC)

Marito, Moglie e Amante, tre personaggi incatenati tra loro da un segreto, sono chiamati sulla scena per raccontare la loro storia. Il Marito ha due famiglie: quella legale, sancita da un matrimonio con una donna milionaria e quella nascosta con l’Amante, dove per l’amore non c’è più spazio. Per mantenere la sua doppia vita, il Marito lavora come cronista in un quotidiano di provincia. La “provincia italiana”  quel luogo in cui le persone vivono con la consapevolezza che i loro fatti privati possano viaggiare di bocca in bocca e finire sulla pubblica piazza. E gli Altri infatti vedono e parlano. Quando il segreto cessa di essere tale, il Marito è costretto ad abbandonare la sua finzione e scegliere da che parte stare, ma solo dopo aver disperatamente cercato una risposta alla domanda che lo ossessiona, oggetto della sua inchiesta giornalistica: che cos’è la Famiglia? Di Giacomo e Spagnulo riscrivono uno dei primi testi di Pirandello per raccontare rapporti e ruoli che ruotano attorno alla famiglia, sullo sfondo di temi e atmosfere del teatro Pirandelliano.

 

 

PRESENTAZIONE 

A 150 anni dalla nascita di Pirandello, Alchemico Tre affronta l’autore e il suo teatro confrontandosi con uno dei suoi primi testi: “La ragione degli altri”. La riscrittura ad opera di Michele Di Giacomo e Riccardo Spagnulo prende le mosse dall’originale di Pirandello del 1895 e da una regia di Massimo Castri del 1983. Il testo ridotto a tre personaggi gioca con il teatro-nel teatro prima ancora che il drammaturgo lo formalizzasse e sui ruoli famigliari a cui ci sentiamo di dover corrispondere. In uno spazio asettico con elementi tecnologici moderni (schermi, microfoni e computer) la vicenda pirandelliana si ricrea forzatamente senza possibilità di uscita. Tre i nuclei tematici. La famiglia, cardine della società sempre al centro di dibattiti e manifestazioni. Ma che cos’è una famiglia: essere marito e moglie, padre e madre? C’è bisogno di assumere un ruolo per costruire la propria identità? L’infelicità: quanto siamo responsabili dei nostri fallimenti? E gli altri: quanto, ancora oggi come allora, ci facciamo condizionare dal pensiero degli altri? E quanto invece approfittiamo della morale comune per soddisfare i nostri desideri?

NOTE DI REGIA

Per mettere oggi in scena Pirandello si deve in qualche modo tradirlo. Ho deciso di farlo tramite un’attualizzazione della lingua e scenica, cercando però di mantenere il cuore pirandelliano per temi e intrecci. “La ragione degli altri” è un testo acerbo ma proprio per questo Pirandello non riesce a nascondere i cinismi e le crudeltà che segnano il rapporto tra Uomo e Società. Massimo Castri l’aveva affrontato in una storica regia nel 1983 e avendolo studiato con Castri stesso durante un percorso di formazione ERT, sono partito da quel lavoro scegliendo come attrici le mie compagne di corso di allora. La nostra storia va diretta al cuore della vicenda: il rapporto a tre. I personaggi perdono i nomi propri e diventano Marito, Moglie, Amante etichette di funzioni sociali legate al ruolo famigliare, maschere moderne in cui si sentono costretti ma al tempo stesso appagati. I tre arrivano sul palco come i “Sei Personaggi”, quasi costretti a ricreare la loro storia, cercando di nascondere un segreto che li lega come tre anelli di una stessa catena. Si muovono all’interno di un palco vuoto, segnato solo da tre schermi che scandiscono con didascalie atti, scene e luoghi, in un tempo che si fa sospeso tra passato e presente. Gli Altri si concretizzano nel pubblico o tramite la voce dei personaggi stessi filtrata da un microfono distorto. Tutti vittime e tutti carnefici, in un gioco di rappresentazione e egoismi in cui si affonda man mano che la vicenda avanza. Esposti alle voci, i tre indossano capotti, per coprirsi anche quando ci si ritrova soli con se stessi e si è costretti a rivelare la verità. Un verità cercata da tutti, soprattuto dal Marito che nella sua inchiesta giornalistica su “La famiglia” cerca risposte alla sua infelicità. Però quando una soluzione arriva non può che essere crudele, fatta per appagare gli altri. Ma esistono realmente gli Altri? Una storia di ieri che riaccade oggi, perché, anche se la società e le leggi cambiano, l’uomo resta sempre lo stesso

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Associazione Culturale ALCHEMICO TRE

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